Monday, January 28, 2013

Ellis Island


This past weekend the weather was freezing but gorgeously sunny so I would have gladly spent it outside, enjoying a naughty amaretto flavored hot chocolate in a cafe or browsing through the racks of the vintage market. Instead, I've spent the last few days trapped at home with my deadline, leaving my drawing desk only to go to the kitchen and find my hair catching on fire while I was leaning towards the pan... clumsy old me! I'm still in one piece, but sadly had to chop 10 cm off my hair. Ah well, I had to do something for those split ends sooner or later!
Last week I showed you some snaps from the American Museum of Natural History, and today I'd like to share with you a few pictures of another place that stole my heart: the Immigration Museum of Ellis Island. We walked through countless cardboard suitcases, cherished objects, faded passports, boxes full of memories, letters never sent and bittersweet stories of thousands of people who left their countries in search of freedom, wealth and opportunities, as well as all the people who were moved forcibly from their homelands with no say at all. It was a day full of all sorts of emotions, at the end of the visit there was also this database which you could type names into to see if records existed, and to my surprise I could find some of my ancestors in a manifest of 1923, with details about their families, the people they were going to meet and the place they would have stayed at, with 25 $ in their pockets and a heart ready for new adventures...
*
Questo weekend avrei tanto voluto farmi una passeggiata per Torino, sostando in qualche vecchio caffe' per una cioccolata all'amaretto e curiosando tra le bancarelle dei mercatini, e invece sono stata quasi tutto il tempo seduta a disegnare per una consegna coi controfiocchi, alzandomi dalla sedia giusto per andare ad incendiarmi i capelli in cucina mentre controllavo la cottura della pasta...! Sono ancora tutta intera, ma le forbici non hanno avuto pietà: ben dieci centimetri, zac! Pazienza, via le doppie punte una volta per tutte. 
La scorsa settimana vi ho mostrato alcuni scatti del Museo di Storia Naturale di New York, oggi invece ho voglia di sfogliare alcune foto fatte ad Ellis Island, un isolotto appena davanti Manhattan, dimora del Museo dell'Immigrazione. Nel museo sono conservati migliaia di cimeli di tutti gli immigrati che tra la fine del 1800 e il primo ventennio del 1900 arrivavano a New York, chi con la speranza di una vita migliore, chi in cerca di libertà, chi purtroppo contro la sua stessa volontà. Valigie di cartone accatastate, bauli pieni di ricordi, passaporti sbiaditi, lettere mai spedite e storie dolci e amare, e' stata una giornata piena di emozioni. Alle fine della visita era possibile consultare un database che conteneva tutti i registri delle navi approdate, con i dati di ogni passeggero: le sue generalità, il denaro che aveva con sé, i nomi delle persone che andava a trovare. E come se la visita al museo non fosse stata gia' abbastanza forte, tra questi ho trovato anche alcuni miei avi che si erano imbarcati verso l'America negli anni '20, con 25 dollari in tasca ed il cuore aperto a nuove avventure...













17 comments:

Anonymous said...

Che bei post che fai!Sono pieni di vita passato ,presente ,futuro vintage what else?I capelli cresceranno più sani senza le doppie punte che paura pero........!Abbracci da Lilla

Manuela said...

Alessandra, come ti ho scritto su fb, sei bellissima!
Il post che hai scritto mi ha emozionato...sicuramente avevano coraggio gli immigrati <3

Meggie a pois said...

Bellissime immagini. Il museo di Ellis Island deve essere davvero toccante... voglia di NYC sempre più grande!
Buona giornata!

Bekuh Browning said...

Good luck with your deadline!

What a beautiful way to describe your visit to Ellis Island. I've never been, but it's up there on my list of things to see in NYC next. I've always imagined it would be a little scary, and sad being there. Like I could feel the panic of those who came before. Your words said it better than mine.

Rosaspina Vintage said...

@Bekuh - oh thank you so much! I always feel like my english is not perfect yet and sometimes I wonder if what I feel comes through the same way it does when I write in Italian :) I'm glad it did in this post!
x

@Lilla, Manuela, Meggie - grazie care :)

Siboney2046 said...

Dev'essere stato bello trovare i segni del passaggio dei tuoi antenati!

Le FreakS said...

Che emozione scoprire che i propri antenati sono passati di lì...Pensare a quanto è strano e complicato il destino, ma anche appeso a piccole coincidenze... :)

WWW.LEFREAKS.COM

Elena said...

Per caso passavo di qui..il tuo blog è bellissimo :)

Buona giornata :)
un bacio,Elly

ElectroMode said...

Deve essere un luogo ad altissimo impatto emotivo, specie poi se - come nel tuo caso - ci si trova addirittura a incrociare tracce dei propri antenati. Mi piacerebbe andarci. Le foto sono bellissime.

Gracie said...

These pictures are so gorgeous. Of all the Irish that went through Ellis Island I would surely find a relative too. I went to the Immigration museum in Melbourne and was touched by it too. You look beautiful as ever.

ViviConVivi said...

foto carinissime!
se ti va passa a trovarmi:http://viviconvivi.blogspot.it/

A Certain Vintage said...

oh i have just fallen in love with your blog - animation, italy and vintage all my favourite things (and amaretto hot chocolate!)these photos are so atmospheric, i have actually really wanted to visit ellis island...next new york trip maybe!
xox

Ester Durães said...

wow I absolutely love your outfit, you look so adorable!

Drawing Dreaming

Serena Reggiani said...

Davvero emozionante questo post! Sembra l'incipit di un romanzo!

Martina Pinto said...

Meraviglioso tutto...tu il post, il blog...complimenti!
http://martinapinto.blogspot.it/?m=0

friedenlinde said...

i capelli bruciati?!?!? wow, che paura!
Che bellissimo post, e che bella gita particolare, questo è uno dei posti che andrei a vedere di corsa a New York, deve avere un'atmosfera davvero speciale e piena delle vite delle persone che di lì sono passate per entrare nel Nuovo Mondo. Interessantissimo!

Rebecca Jane said...

Sounds like a fascinating place to visit! My dad and grandmother came through our Canadian version of Ellis Island (Pier 21 in Halifax) from England after the war.

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