Wednesday, July 16, 2014

Beautiful homes: the Antiquarian


Every home has a story to tell and, even if it'll always treasure a lot more than we can imagine, it can reveal itself with the smallest things if we take the time to observe them.
A couple of weeks ago my friend Cécile and I attended a lovely dinner party hosted by Torino by Gnam, founders of the Vintage Breakfast Club (which I mentioned here and here) and the Laurant Perrier winehouse. The location was a beautiful antiquarian's home, so you can imagine how quickly I lost myself into each and every object, fantasising about its journey and trying to guess the relations with the other things in the apartment, like a perfect mrs Fletcher. Old ceramics, corals, vintage maps, leather suitcases worn down by time, straw hats, lithographs, silver cutlery sets and a striped wallpaper that made me feel like I was suddenly transported into a Wes Anderson movie. It felt all so charming and mysterious and, walking from one room to another I could hear stories of impromptu travels, grandmothers' chairs, forgotten chests and seashells picked up in childhood adventures. 
I wish I could have spent a whole day surrounded by that nostalgic and surreal atmosphere exchanging stories with every guest. Cécile found them all so lovely that she documented it on her blog, check it out if you're curious to see more.
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Ogni casa racconta una storia e, nonostante racchiuda al suo interno molto più di quanto possiamo immaginare, la sua anima può svelarsi attraverso le cose più piccole, se ci regaliamo il tempo di osservarle.
Un paio di settimane fa io e la mia amica Cécile siamo state ospiti di una cena carinissima organizzata da Torino by Gnam, i papà del Vintage Breakfast Club (di cui vi ho raccontato qui e qui) e la casa vinicola Laurant Perrier. La cornice era la casa di un antiquario e potete immaginare con quanta rapidità mi sia persa in ogni singolo oggetto, immaginandone il passato e provando a ricostruirne le relazioni come una perfetta signora Fletcher. Ceramiche d'epoca, coralli, mappe antiche, valigie di pelle consumate dal tempo, cappelli di paglia, litografie, posate d'argento e quella carta da parati a righe che mi faceva quasi sentire dentro a un film di Wes Anderson. Era tutto così affascinante e misterioso e passeggiando tra una stanza e l'altra si sentivano storie di viaggi improvvisati, di poltrone della nonna, di bauli dimenticati e di conchiglie raccolte da piccoli. 
Avrei voluto trascorrere un giorno intero in quell'atmosfera nostalgica e un po' surreale e scambiare racconti con ognuno degli invitati. Cécile li ha trovati tutti così carini che ha deciso di fotografarli, se siete curiosi andate a leggere la sua storia.














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